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I
SOCI: doveri, diritti e comportamenti
Numero
minimo di soci - il numero minimo di soci per l'apertura di un club è
di 15 unità.
Si ritiene che il club possa validamente ritenersi attivo anche se nel
corso degli anni scenda sotto la soglia minima prevista per la
costituzione purché per un periodo limitato.
L'ammissione
di nuovi soci, gli aspiranti - la necessità della formazione e
dell'informazione di quanti si avvicinano al club aspirando a divenirne
soci è sicuramente basilare.
L'incremento dell'effettivo è un imperativo in un sodalizio dove il
ricambio è fortissimo ogni anno.
Il periodo dell'aspirantato deve servire non tanto al club per valutare la
possibilità di ammettere o meno una persona, ma piuttosto a quest'ultima
per capire e valutare se il Rotaract è l'associazione che fa per lui. Un
buon aspirantato è fondamentale per avere seri rotaractiani. Interessante
è l'esperienza di alcuni club che per ogni aspirante nominano un tutor
scelto tra i soci attivi che faciliti e stimoli l'inserimento
dell'aspirante. Negli altri club questo compito spetta a tutti i soci e in
particolare al prefetto e al segretario.
Le procedure di ammissione al club sono previste nei regolamenti interni
che hanno in questa materia un'ampia autonomia.
Alcuni club richiedono la partecipazione minima a un determinato numero di
riunioni, altri deliberano all'unanimità dei consiglio direttivo, altri
ancora a maggioranza.
In ogni caso le regole relative all'ammissione di nuovi soci devono
tendere a favorire l'espansione dell'organico e non a restringerlo.
L'IDIRACT e la formazione permanente dei soci -
L'IDIRACT indica una delle attività più importanti dei nostro sodalizio.
(in altri distretti chiamato S.I.P.E. Seminario di Informazione dei Presidente
Eletti), rappresenta infatti un momento fondamentale per i Rotaract Club,
quello della "formazione" dei rotaractiano, e più
specificamente dei dirigenti dei club e dei distretto che cambiano ogni
anno.
Il R.D. incoming, con l'assistenza dell'R.D. in carica e del
Governatore dei Rotary, organizza e conduce un seminario di formazione per
i presidenti e i dirigenti eletti all'interno dei club. Le spese vive per
la partecipazione e la realizzazione dei corso sono poste dalla linea di
condotta in capo ai Rotary padrini.
La necessità di organizzare in modo permanente la formazione dei soci è
evidente ove si consideri l'affascinante legge dei Rotaract, che richiede
che il sodalizio sia formato da giovani, e solo da loro. Così a una
generazione di veterani, succede una di giovani speranze ricche di
entusiasmo ma prive di esperienza. A ciò sopperisce l'IDIRACT ove i
dirigenti dei Distretto animano discussioni sull'amministrazione dei club.
Nell'IDIRACT si trasferiscono conoscenze, suggerimenti, consigli. Si
tratta di un momento fondamentale, anche per evitare che l'associazione si
avviti in problemi già affrontati e già risolti una volta per tutte.
L'assiduità
- la partecipazione alle riunioni e alle attività dei club sono
fondamentali per il buon funzionamento e la solidità dei sodalizio.
Lo Statuto internazionale dei Rotaract stabilisce le condizioni
verificandosi le quali l'appartenenza al Rotaract viene automaticamente a
cessare per mancanza di assiduità. Ogni socio deve partecipare almeno al
60% delle riunioni programmate nell'arco di un anno. Devono intendersi per
riunioni programmate quelle che siano state ritualmente comunicate e
convocate dal segretario dei club.
L'incombenza di rilevare le presenze è di solito affidata al segretario
dei club che invita a sottoscrivere la tradizionale "ruota" ai
soci presenti. Tradizione vuole che la "ruota" sia aperta dalla
sottoscrizione dei presidente e chiusa da quella dei segretario.
L'assenza a una riunione programmata può essere compensata da un socio
attraverso la presenza ad altra riunione regolare di altro club (in tutto
il mondo!) in un giorno compreso tra le due settimane precedenti o
seguenti il giorno di assenza. Naturalmente il socio che ha partecipato
alla riunione di un altro club per godere della compensazione dovrà fare
attestare la sua presenza dal segretario dei club ospitante.
Alcuni club consentono ai propri soci di prendere un periodo di
"congedo" dal club, autosospendendosi. E' il caso dei soci
assenti per motivi di studio, lavoro, famiglia, salute. Sta alla saggezza
dei club limitare a situazioni eccezionali e temporalmente determinate
questi casi.
Soci
onorari - il club e il Distretto possono nominare soci onorari
personalità che si siano particolarmente distinte per eccezionali servizi
resi al club e alla società. Il titolo di socio onorario è il più alto
riconoscimento che un Rotaract Club possa conferire e dovrebbe essere
concesso solo in casi eccezionali. Ovviamente i soci onorari sono esenti
dalla tassa di ammissione e dalle quote sociali, non hanno diritto di voto
e non possono essere eletti ad alcuna carica in seno al club. Naturalmente
i soci onorari devono essere informati delle attività e delle riunioni
dei club per consentire loro di mantenere vivo il legame con il sodalizio,
contribuendo alle attività di service o partecipando alle riunioni. I
club e il distretto farebbero bene a verificare ogni anno -come accade nel
Rotary- che i soci onorari conservino il particolare legame con il club
confermando o meno la nomina. Ciò evita che nei club vengano indicati
come soci onorari una serie di persone che ormai hanno dei tutto perso
ogni legame con l'associazione.
Paul
Harris Fellow - da qualche anno si è diffusa tra i club Rotaract dei
Distretto l'aspirazione a ricevere il Paul Harris Fellow.
Il Paul Harris Fellow è l'attestato che la Rotary Foundation invia a
tutti coloro che abbiano donato alla Fondazione la somma di 1.000 dollari.
La Rotary Foundation è l'ente deputato a ricevere i fondi e le donazioni
provenienti da tutto il mondo da singoli, dai club della famiglia
rotariana o dai Distretti.
In sé, quindi, la Paul Harris Fellow non costituisce un attestato di
particolare benemerenza o distinzione. Chiunque, inviando la donazione
minima, può togliersi la soddisfazione (?) di fregiarsene, ricevendo a
casa l'attestato, la medaglia con l'effige di Paul Harris e lo spillino da
mettere sul bavero della giacca.
Il valore di benemerenza della Paul Harris si è progressivamente
affermato tanto che spesso il riconoscimento viene assegnato a persone
benemerite, anche non rotariane, su iniziativa di qualche socio, qualche
club o distretto che - a tale scopo - fanno alla fondazione una donazione
per conto della persona cui vogliono attribuire il riconoscimento.
Insomma la Paul Harris Fellow ha un valore e un senso quando proviene da
chi vuole riconoscere particolari meriti dei destinatario.
Questo è accaduto anche nel Rotaract, dove singoli soci, autotassandosi e
non attingendo alle casse dei club o del distretto, hanno talvolta
affermato il loro affetto e la loro stima a quanti hanno servito con
eccezionale dedizione la causa rotaractiana.
Peraltro la Paul Harris viene conferita solo a persone fisiche e non a
club o distretti, è quindi errata la convinzione secondo cui un club
possa ottenere la Paul Harris e, per questo, è fuori luogo l'usanza dei
club di aggiungere il termine P.H.F. alla propria denominazione.
I club e i distretti possono ottenere solo un "certificato di
apprezzamento", cosa ben diversa dalla Paul Harris Fellow.
Servire
senza medaglie - è gravemente contrario allo spirito Rotaractiano il
comportamento di un socio che utilizzi il sodalizio per trarne vantaggi
personali.
E' ad esempio censurabile il comportamento di chi strumentalizzi
l'associazione per porsi in vista in determinati ambienti (accademici,
scolastici, lavorativi, politici). Elementari motivi di correttezza e
serietà impongono che i soci si astengano dallo strumentalizzare
l'associazione per favorire o agevolare la propria crescita professionale,
formativa, sociale o politica.
Sono contrari alla decenza i comportamenti di quanti organizzano forum e
attività al solo scopo di ingraziarsi i relatori partecipanti (con
l'aggravante di utilizzare risorse dei club a fini personalistici).
Anche sotto il profilo economico è censurabile che si utilizzi il
Rotaract per promuovere prodotti e/o inviare informazioni di carattere
commerciale ai soci. In particolare occorre evitare che riunioni di o tra
club diventino il pretesto per pubblicizzare prodotti o servizi.
E' da ritenersi lecita la diffusione di informazioni commerciali ai soci
allorquando da ciò consegua un vantaggio per attività e progetti
rotaractiani sia sotto forma di beneficio economico sia di servizi
offerti. E' pertanto lecita la prassi delle "sponsorizzazioni"
di attività dei club e del distretto da parte di terzi.
Assolutamente da censurare è l'utilizzo dei club o della propria
militanza rotaractiana a fini elettorali e/o politici. Nessuno (socio o
meno) è autorizzato a fare propaganda elettorale a sé o ad altri
all'interno dei club. Né può aggirarsi il divieto invitando candidati a
cariche pubbliche a tenere conversazioni nel club senza il rispetto della
più rigorosa par condicio tra le forze in campo.
Entrare
e uscire dal Rotaract - il 30 giugno di ogni anno perdono lo status di
socio quanti abbiano compiuto 30 anni prima del 30 giugno stesso, a meno
che nel successivo anno sociale, che comincia il 1° luglio, non si sia
chiamati a rivestire la carica di past president o di past R. D.
Quanti compiono 30 anni dopo il I luglio, e quindi ad anno sociale orami
iniziato, restano soci del club per l'anno sociale in corso e cioè fino
al 30 giugno successivo.
Pertanto solo il past president e past R.D. possono servire il club per
un solo ulteriore anno dopo il compimento dei trent'anni al fine di
svolgere le funzioni loro affidate.
Le norme sull'età massima dei soci sono assolutamente inderogabili e la
decadenza dalla carica di socio avviene di diritto, senza bisogno di
alcuna declaratoria o presa d'atto da parte dei club.
Fuori
dal Rotaract - Altro aspetto dei tutto sconosciuto è quello relativo
all'ammissione degli ex rotaractiani nel Rotary.
Il manuale di procedura ricorda che qualsiasi ex socio o socia di un
Rotaract con una permanenza nel club di almeno cinque anni potrà entrare
a far parte di un Rotary quale socio attivo aggiunto e ciò anche quando
la classifica sia già coperta. A prescindere da ciò, il Rotary
International esorta i Rotary Club a considerare periodicamente la
possibilità di attingere dall'effettivo
l'effettivo dei Club Rotaract eventuali futuri rotariani. I club Rotaract,
a loro volta, sono invitati a stendere liste dei propri soci in grado di
ricoprire una classifica rotariana a di metterle a disposizione dei Rotary
padrino.
Ma si ricordi: non esiste il "diritto" dell'ex rotaractiano a
divenire rotariano. Le politiche di espansione dell'effettivo riguardano
solo il Rotary Club e su di esse non è possibile né giusto interferire.
Il problema dell'ammissione degli ex rotaractiani è in definitiva un
problema solo dei Rotary, non dei Rotaract: il Rotary potrà decidere di arricchirsi
dell'esperienza e della passione dei giovani che hanno servito nel
Rotaract, ma potrà anche scegliere di non farlo: si tratta di scelte non
sindacabili.
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