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STRUTTURE FONDAMENTALI
Le
strutture fondamentali dell'organizzazione rotariana sono il Club e il
Distretto. Per il Rotaract si può dire la stessa cosa con qualche
ulteriore precisazione.
L'autonomia - ad ogni club è riconosciuta un'ampia autonomia, purché questa venga realizzata in
accordo allo Statuto ed alle fonti normative citate.
Così come nei Rotary Club, per i Rotaract l'autonomia si esplica
principalmente:
1) nella discrezionalità dei club nell'ammettere i soci;
2) nel progettare le attività di servizio;
3) nel gestire il bilancio economico;
4) nella elezione dei dirigenti.
Il Club è una struttura in sé completa e definita.
Ai Distretti sono affidati compiti di coordinamento territoriale e di
stimolo nei confronti dei club, fatta salva l'autonomia di questi ultimi.
A questi compiti si sono aggiunti negli ultimi anni i progetti di servizio
comuni ai club che possono (ma non è necessario) essere gestiti, proposti
e/o organizzati dal Distretto.
L'adesione dei singoli club a queste iniziative distrettuali è
facoltativa e per realizzarli il distretto deve vedere approvato il
proprio progetto dai tre quarti dei club in sede di assemblea
distrettuale.
I modi con i quali l'organizzazione distrettuale può e deve intervenire
nelle questioni interne di un club sono ben definiti dal regolamento, i
casi limitati, la sensibilità e la discrezione richieste massima.
I Rotaract devono, poi, godere anche di autonomia nei confronti dei Rotary
sponsor.
Con il passare degli anni tale autonomia si è accresciuta (non molto
tempo fa le riunioni dei club Rotaract non erano valide se non vi
presenziava un rotariano delegato) e tale autonomia deve essere
soprattutto psicologica e basata sulla maturità dei club Rotaract.
L'assemblea dei soci - l'assemblea è la sede naturale ove discutere e
approvare - con metodo democratico - i progetti in cantiere, ascoltare i
responsabili delle commissioni, conoscere la situazione economica dei
club.
Durante l'assemblea i presidenti sono tenuti a
relazionare dettagliatamente sulle decisioni adottate dal Consiglio e a
fornire un consuntivo delle attività svolte.
Opportunamente molti club, all'inizio dell'anno sociale, distribuiscono il
calendario delle assemblee ordinarie dei soci dell'intero anno sociale. In
questo modo i soci conoscono con ampio anticipo le date delle assemblee e
possono pianificare la propria vita associativa. Ovviamente all'inizio di
ogni mese la "lettera mensile" inviata dal segretario ai soci
comunicherà, insieme alle altre attività, i dettagli sulle riunioni
programmate.
Una intelligente programmazione delle attività dei club impone che il
presidente alla prima assemblea dell'anno sociale presenti e chieda
l'approvazione della propria relazione programmatica. In questo modo -
salvo aggiustamenti in corso d'opera - si mette un punto fermo sulle cose
da fare, su quali soci debbano interessarsene e sui tempi per realizzarle.
Allo stesso modo i bilanci preventivo e consuntivo dovrebbero essere
presentati all'assemblea dal tesoriere ed approvati in occasione della
prima ed ultima riunione dell'anno.
Naturalmente alle assemblee devono essere invitati anche gli aspiranti
soci che possono in questo modo prendere confidenza con l'ambiente dei
club.
Le riunioni dell'assemblea servono per coinvolgere i soci nella
pianificazione dei programmi e nella loro realizzazione. Un buon numero di
attività di servizio diversificate (nessun socio può essere obbligato a
partecipare ad un service, ma tutti i soci devono impegnarsi almeno per
uno dei progetti dei club) è - tra l'altro - il modo migliore, insieme a
riunioni ben organizzate con relatori interessanti, per incrementare
l'organico.
Caminetti
e conviviali - una buona idea, nel più genuino spirito rotariano, è
quella di ospitare il più possibile le assemblee a turno nelle case dei
soci. Alcuni club, periodicamente, organizzano riunioni conviviali. Il
clima informale e più disteso stimola in ogni caso la partecipazione dei
soci e favorisce l'ambientamento degli aspiranti.
La
rappresentanza - i Rotaract club sono rappresentati dal presidente che
è tenuto ad esprimere le posizioni assunte dal consiglio direttivo o
dall'assemblea dei soci.
Il regolamento distrettuale prevede la possibilità di far rappresentare
il club da altri soci, ma un presidente che rinuncia sistematicamente a
rappresentare il proprio club è inadempiente rispetto ad una buona parte
dei compiti assunti con l'elezione.
I presidenti dovrebbero sempre ricordare che l'immagine dei proprio club
coincide, in buona parte nell'anno in cui sono in carica, con quella che
essi riescono a dare di se stessi.
Anno
sociale - l'anno sociale rotaractiano coincide con quello rotariano e
decorre dal primo giorno dei mese di luglio di ciascun anno fino al 30
giugno successivo. A cavallo tra l'inizio la fine dell'anno sociale, i
club organizzano una cerimonia nel corso della quale il presidente e il
consiglio direttivo uscente passano le consegne al nuovo consiglio
direttivo. Naturalmente - a prescindere dalla data fissata per il
passaggio delle consegne - il nuovo consiglio direttivo entra in carica a
tutti gli effetti il 1° luglio.
Salvo improbabili deroghe, non è possibile assumere cariche in un club
per un periodo inferiore ai 12 mesi.
Il
delegato Rotary per Il Rotaract - ogni Rotary sponsor deve nominare al
suo interno una commissione composta da almeno tre soci che si occupi dei
rapporti con il Rotaract. Uno di questi è nominato delegato Rotary per il
Rotaract: si tratta dei rotariano che segue da vicino le attività dei
Rotaract e ne riferisce al club sponsor. Deve essere chiaro ai rotariani e a rotaractiani
che le due associazioni sono partners in service su posizioni di pari
dignità.
Elezioni
- a norma di Statuto, le elezioni per il consiglio direttivo si devono
tenere entro il 1° marzo dell'anno precedente all'entrata in carica. I
soci eletti entrano in carica il primo luglio. I quattro mesi tra
l'elezione e l'assunzione della carica sono il periodo propizio per la
programmazione delle attività dei club.
Godono di elettorato attivo e passivo solo i soci in regola: ovvero quelli
che abbiano saldato le quote sociali e siano in regola con le norme
relative all'assiduità.
Vanno quindi esclusi dal voto - né possono essere eletti alle cariche
sociali - soci morosi o che non siano stati presenti ad almeno il 60%
delle riunioni programmate tenutesi nell'anno sociale.
La commissione regolamento dei club o il segretario devono accertare
l'esistenza in capo ai soci dell'elettorato attivo e passivo e comunicare
ai soci e al club eventuali esclusioni.
Per evidenti motivi sono privi di elettorato passivo, e quindi non possono
essere eletti a nessuna carica dei club, coloro che il 30 giugno dell'anno
sociale in corso escono dal club per limiti di età.
A norma di Statuto la presenza della maggioranza semplice dei soci
presenti e in regola è il solo requisito per eleggere i dirigenti dei
club: i regolamenti interni non possono aggravare o alleggerire tale
quorum deliberativo.
Proibizione
di campagna elettorale - benché per il Rotaract non vigano le stesse
norme esistenti nel Rotary, anche nel Rotaract deve ritenersi che i
precedenti di servizio di un socio e le sue attitudini a ricoprire un
determinato incarico siano sufficienti e che, quindi, non sia necessario
ricorrere ad azioni pubblicitarie. Pertanto i candidati a cariche elettive
all'interno dei club dovrebbero evitare di farsi pubblicità specie
attraverso la distribuzioni di materiale pubblicità rio. Come anche
dovrebbero avere la sensibilità di non apparire in pubblico sottolineando
la propria posizione di candidato.
Il
Consiglio Direttivo - il consiglio direttivo è composto dal
presidente, dal past president, dal tesoriere, da tre consiglieri e dagli
altri membri previsti dal regolamento dei club. E' l'organismo chiave per
realizzare un club efficiente: un presidente solo, senza l'apporto di un
valido C.D. non riuscirà mai a realizzare i programmi. Allo stesso modo
le assemblee risulterebbero poco costruttive se si volesse discutere di
tutti i particolari operativi dei progetti da realizzare. La funzione dei
consiglio direttivo è prevalentemente esecutiva: porta a compimento i
programmi dei club approvati durante le assemblee ed è responsabile nei
confronti dei Distretto della realizzazione dei progetti distrettuali cui
il club abbia aderito.
Questioni urgenti possono essere decise dal consiglio direttivo che dovrà
sempre informarne i soci alla prima assemblea utile.
Le
cariche - i compiti a le mansioni dei dirigenti sono ben descritti
nelle fonti regolamentari. L'assunzione di una carica va intesa come un
service, particolare e gratificante, nei confronti dei club.
Sono le persone a dare importanza a una carica e non le cariche a dare
importanza alle persone (un semplice membro di una commissione può a
volte dare un contributo maggiore all'anno rotaractiano dei proprio club
di tutto il consiglio, presidente compreso). Infine è bene sempre
ricordare che tutto ciò che si fa nel Rotaract deve essere un passo verso
un impegno futuro maggiore e più maturo: un socio che, concluso il suo
incarico, si eclissa senza motivi validi dimostra inequivocabilmente che la sua attività precedente è stata un semplice esercizio di
vanità.
Il
Presidente - il Presidente, primus inter pares nel Consiglio
Direttivo, deve dirigere il club con moderazione, equilibrio, temperamento
e soprattutto con l'esempio. Il primo dovere dei presidente è di
mantenere il club vitale. Egli deve evitare l'identificazione dei club con
la propria persona, coinvolgere tutti i soci, partecipare alle attività
dei proprio club e degli altri, dei distretto e delle associazioni
presenti sul proprio territorio, non deve eccedere nel formalismo, ma al
contempo non cadere nella superficialità.
E' compito dei Presidente redigere in tempo utile un programma da
sottoporre alla prima assemblea dell'anno sociale da tenersi nel mese di
luglio o - al più tardi - ai primi di settembre. Il programma dovrebbe
essere diversificato e privo di argomenti eccessivamente specialistici.
Durante l'anno sociale, nel rispetto delle azioni programmate, il
presidente si adopera per la realizzazione dei progetti.
Egli, inoltre, programma e presiede le riunioni dei club, tiene i contatti
con il Rotary padrino (attraverso l'invio di comunicazioni sulle attività
dei club e la realizzazione di service e riunioni comuni).
Cura i rapporti con l'R.D., il Distretto e con il Rotary International
(inviando il rapporto annuale sulle attività dei club e partecipando al
Rotaract Pre-Convention Meeting).
Con il supporto dei consiglio direttivo, il presidente può creare
commissioni di lavoro.
Ma gli impegni dei presidente sono molti altri e tutti onerosi: il compito
più importante e difficile è quello di far sorgere e coltivare tra i
soci il senso di appartenenza al club, al distretto, al Rotaract.
Il vicepresidente - se utilizziamo il concetto prima espresso che è
l'uomo a dare importanza alla carica e non viceversa, poco altro c'è da
aggiungere sulla figura dei vicepresidente. Egli, magari nell'ombra, non
attende inerte le "disgrazie" dei presidente, ma funge da suo
primo consigliere, è propositivo, sempre presente e pronto ad aiutare gli
altri dirigenti sovraccarichi di lavoro. Il vicepresidente è tenuto a
verificare la realizzazione dei progetti e delle attività dei club.
Presiede le riunioni nelle quali il presidente è assente. Un
vicepresidente responsabile è spesso la chiave dei successo di un anno
rotaractiano.
Il
Segretario - al Segretario spetta la cura delle comunicazioni dei
club, sia quelle rivolte verso l'esterno sia quelle rivolte ai soci.
Fornire accurate informazioni è la chiave per la riuscita dei progetti.
Un ottimo progetto che venga mal veicolato al pubblico si risolve
purtroppo in un fallimento.
Per facilitare la circolazione delle informazioni il segretario deve
inviare all'inizio di ogni mese una lettera ai soci, ai presidenti degli
altri club dei distretto, al presidente e al delegato dei Rotary padrino,
al Governatore Rotary, al R.D. e al Rotary International nella quale
vengono indicati gli impegni e gli appuntamenti dei club.
Il segretario, inoltre, redige e conserva i verbali delle assemblee
ordinarie a straordinarie e del consiglio direttivo con particolare
attenzione e precisione.
Cura e custodisce l'archivio del club conservando in maniera ordinata,
catalogata e datata la Carta costitutiva, lettere, inviti, gagliardetti, fotografie a
quanto prodotto o in possesso dei club. L'archivio è la piccola memoria
dei club: distruggerlo o non averne cura è un atto odioso.
Il segretario, inoltre, redige il prospetto relativo alle presenze dei
soci, che sarà utilizzato per le statistiche di assiduità.
Altra incombenza è di comunicare al segretario del Rotary sponsor i nomi
dei soci del Rotaract che sono usciti dal club per raggiunti limiti di età
e che hanno prestato con onore il loro servizio nel sodalizio.
In assenza di un addetto stampa che curi le pubbliche relazioni è il
segretario che deve occuparsi anche di questo aspetto.
E' nostra esperienza che un buon anno rotaractiano nasce, spesso, da una
buona intesa tra il presidente ed il segretario. Quest'ultimo non solo
deve fornire un valido supporto al primo aiutandolo e sostituendolo nelle
relazioni esterne quando se ne presenti la necessità, ma sarà anche la
persona con la quale più spesso chi rappresenta il club si confronterà
per trarre valutazioni sul suo operato.
Il
tesoriere - una delle figure meno amate tra i soci è quella dei
tesoriere. A nessuno piace pagare le imposte, ma va ricordato che questo
è uno dei ruoli fondamentali per il buon funzionamento dei club. Il
tesoriere non è solo un esattore, più o meno burbero, ma è soprattutto
colui che con il presidente e il consiglio direttivo pianifica le attività
dei club in considerazione delle capacità finanziarie dello stesso.
Occorre in primo luogo ricordare che le norme internazionali richiedono
che qualsiasi tassa o quota chiesta ai soci dovrà essere di modica entità
e andrà utilizzata solo per, coprire i costi di amministrazione dei club.
I fondi per le attività ed i progetti intrapresi dal club dovranno essere
trovati esulando da queste tasse, quote o contributi.
Le qualità dei tesoriere sono, ovviamente, l'ordine, la precisione, la
puntualità nel pagare le quote distrettuali da versare ogni anno, la
capacità di controllare le spese dei club e di far rispettare le regole.
Dagli atti dei tesoriere possono derivare decisioni regolamentari
importanti: esclusione di un socio dal diritto di voto o dal club,
addebito al club degli interessi moratori nel caso di mancato pagamento
delle quote.
Il tesoriere è tenuto a pagare le quote al distretto: il mancato
pagamento - a termini di regolamento distrettuale - comporta la
sospensione dei club dalle attività distrettuali e il deferimento al
Governatore dei Distretto Rotary.
Infine, il tesoriere deve organizzare la cassa in occasione delle
manifestazioni organizzate dal club e regolare i conti con i fornitori. In
questo caso egli rappresenta l'immagine dei club.
Sarebbe bene che in ogni assemblea il tesoriere facesse una breve
relazione sullo stato di cassa, indicando introiti e spese sostenute nel
periodo tra le riunioni.
Al principio e al termine dell'anno sociale il tesoriere deve redigere e
proporre all'approvazione dell'assemblea il bilancio preventivo e
consuntivo.
E' il consiglio direttivo che stabilisce le spese, individua i mezzi per
finanziare le attività (le quote sociali non possono essere utilizzate a
questo scopo). Il tesoriere agisce solo su mandato dei C.D. o
dell'assemblea e il presidente può autorizzare le spese improvvise ed
inderogabili, purché non di entità elevata.
Il
prefetto - per una organizzazione proiettata verso l'esterno il ruolo
dei prefetto è strategico. La figura dei prefetto non è espressamente
prevista dallo Statuto, ma è stata introdotta, sull'esempio dei Rotary
Club, per gestire i momenti ufficiali. Per questo motivo il prefetto non
è un dirigente dei club, ma un consigliere al quale viene delegato tale
compito specifico.
Il prefetto dovrebbe stare sempre in attività, dovrebbe fare gli onori di casa
cercando di interpretare gli
sguardi fulminanti dei presidente.
Per consuetudine il prefetto organizza le conviviali, coadiuva il presidente nell'accogliere gli
ospiti, è responsabile dello svolgimento ordinato delle manifestazioni
organizzate dal club, curando l'afflusso alle sale e il tranquillo
svolgimento dei lavori. Prima ancora il prefetto visiona i luoghi di
riunione e di svolgimento delle attività, prepara le sale, cura l'aspetto
degli inviti. Già questo basterebbe. Ma il vero compito dei prefetto è
di mettere a proprio agio le persone che hanno a che fare con il club: il
prefetto è l'immagine dell'ospitalità e dei culto dell'amicizia che
regna nel club. Nelle attività esterne il prefetto deve occuparsi
dell'immagine dei club procurando che tutto sia perfetto. Nelle attività
interne il prefetto deve accogliere i soci e in particolare gli aspiranti
per farli sentire dove sono: a casa propria.
Il past
president - unico membro non elettivo dei consiglio direttivo, in cui
entra di diritto è il past president colui che nell'anno sociale
immediatamente precedente ha svolto la funzione di presidente del club. La
presenza dei past president nel Consiglio Direttivo evidenzia l'importanza di far tesoro delle esperienze appena
trascorse, un motto di qualche anno fa recitava: "Rinnovarsi nella
tradizione". L'apporto e
i consigli di chi ha fatto il presidente sono preziosi e non andrebbero
trascurati dalla dirigenza attuale. D'altra parte il past president non
deve lasciarsi prendere dalla stanchezza dei dopo-presidenza, e non deve
far mancare il suo prezioso apporto.
Il
presidente incoming - entro il I' marzo di ogni anno il club deve
eleggere il presidente e il consiglio direttivo dei successivo anno
sociale. Il presidente eletto, che assumerà le funzioni il 1°' luglio
successivo, è detto presidente incoming. Il tempo intercorrente tra
l'elezione e l'entrata in carica deve servire al presidente incoming e al
suo consiglio direttivo per programmare le attività dell'anno sociale
successivo.
Commissioni
- I club possono organizzare commissioni di soci per la realizzazione dei
progetti relativi alle varie azioni. E' una scelta da ponderare
attentamente poiché lo scopo delle commissioni è quello di far divenire
operativi i progetti e non di annegarli in un mare di chiacchiere!
L'ospitalità
- E' una delle virtù civili che più si legano all'idea rotariana e che
ha la sua plastica incarnazione nella figura del prefetto.
Come tale va coltivata tra i soci, tra i club, riguardo a ogni persona che
presenzia a una nostra riunione.
Spesso si riduce l'idea di ospitalità al piccolo problema di chiedere una
quota di partecipazione o il costo di una cena al presidente, al delegato,
al Rappresentante Distrettuale in visita al club. Si deve saper esprimere una
vera e sincera ospitalità nei confronti degli amici che visitano la
vostra "casa rotaractiana".
Ciò significa, facendo qualche esempio al quale non vogliamo ridurre il
concetto, che i soci di altri club dovrebbero essere salutati
ufficialmente nelle riunioni, accolti e coinvolti amichevolmente, se poi
si tratta di un presidente, il consiglio diventa un obbligo.
Nello stesso tempo avvertire il prefetto o chi per lui della propria
presenza, se ciò è richiesto, o della propria assenza, se attesi, è un
lodevole e necessario comportamento.
Con questi modi si esprime un'idea fondamentale: i rotaractiani di tutto
il mondo appartengono tutti a uno stesso gruppo, che pratica il servire
attraverso l'amicizia, che crede nell'amicizia come strumento per
migliorare la comprensione internazionale, per abbattere le barriere, per
meglio diffondere l'etica in cui crediamo.
Chi tratta un altro rotaractiano come un estraneo appartiene al nostro
club per un deprecabile sbaglio.
Le
pubbliche relazioni - essere amici vuoi dire comunicare - uno dei
rischi che i Rotaract club corrono è di essere autoreferenziali: essi a
volte sembrano vivere solo per se stessi e le attività di service
sembrano indirizzate solo ai soci e a pochi altri. Si passa dal servíce
che significa altruismo e apertura verso il mondo al self-service una
pericolosa chiusura a riccio nei confronti della realtà. Da questa
involuzione nasce il pregiudizio difficile da scardinare secondo cui il
Rotaract sarebbe una associazione un po' snob di giovani senza problemi
dediti a una forma di carità penosa.
Orbene le notizie devono essere il miglior strumento dei rotaractiani per
presentarsi al mondo intorno a loro. I progetti hanno maggiori probabilità
di ottenere appoggi e di essere apprezzati se il pubblico è informato
dell'esistenza dei club e dei suoi successi. Solo informando la comunità
sui risultati raggiunti è possibile contribuire a creare una positiva
immagine dei Rotaract.
Rendere la comunità conscia dell'esistenza dei club ha anche lo scopo di
attrarre nuovi soci. Tra le attività tese a diffondere la conoscenza
delle attività del Rotaract si può considerare l'affissione dì
manifesti, l'incontro con studenti delle scuole superiori o università,
l'organizzazione di uno stand dei Rotaract o pubblicizzare le vostre
attività tramite i media locali.
Rapporti
tra club - un club chiuso in se stesso non è un club sano. I club
devono sforzarsi di intrecciare tra di loro una rete di relazioni e di
portare avanti programmi comuni. Le attività realizzate da più club
vengono definite interclub. Anche nel caso in cui l'appoggio di un club a
un programma comune sia stato limitato, il club deve sempre vedere
riconosciuta la titolarità dell'azione intrapresa con pari dignità
rispetto agli altri. Ciò comporta che - ad esempio - nei biglietti di
invito i nomi dei club vengano stampati uno accanto all'altro. Si ricordi
che quando due club realizzano un'attività in comune è obbligatorio
indicare il Distretto di appartenenza.
L'R.D. può costituire gruppi di club per favorire attività comuni ma
tali gruppi non possono assumere un ruolo autonomo né possono darsi una
'organizzazione" e un "regolamento".
Chiusura
e ristrutturazione dei club - un club può essere chiuso per il ritiro
della sponsorizzazione da parte dei Rotary padrino, per deliberazione dei
soci o per decisione dei Rotary International. A questi casi segue il
ritiro della Carta e i soci perdono la qualifica di rotaractiani. Essi
dovrebbero restituire lo spillino dei club e le tessere.
Capita spesso che alcuni club si trovino in gravi difficoltà specie per
carenza di organico: in questi casi si preferisce evitare di ritirare la
carta al club nella speranza che nel giro di qualche mese le attività
possano riprendere. Nell'attesa, il club viene posto in ristrutturazione e
i soci residui non perdono la qualifica di rotaractiani. Opportunamente il
Regolamento Distrettuale regolamenta i casi di ristrutturazione i quali
devono durare limitatamente nel tempo poiché è inutile tenere aperti
club solo formalmente senza che sussistano possibilità di ripresa delle
attività a scadenza ragionevole.
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